Archivio della categoria “Argomenti vari”

Io non sono razzista ma, anzi sì

BREVIARIO di LUOGHI COMUNI
del razzista medio
in voga nell’Italia del secondo millennio
di Enrico BALDIN (da Popoff, 29 marzo 2017)

Se lavorano non va bene perché tolgono il lavoro agli italiani,
se giocano non va bene perché non fanno un cazzo.

Se lavorano per due soldi non va bene perché fanno concorrenza al ribasso agli italiani,
se pretendono di esser pagati il giusto ecco che oltre a tutto quello che gli diamo hanno anche pretese.

Se sono negli appartamenti non va bene perché troppo comodi,
se li ammassi nei centri di permanenza non va bene perché sono troppi e alla gente fa paura.

Se il prefetto ti convoca per concordarne la distribuzione nel territorio non ci vai perché non li vuoi,
se il prefetto te li manda non li vuoi perché non era stato concordato.

Se vengono dalla guerra non va bene perché la usano come scusa per chiedere asilo,
se sono migranti economici non va bene perché devono tirarsi su le maniche a casa loro.

Se li lasci liberi non va bene perché sono liberi di delinquere,
se li rinchiudi in qualche centro non va bene perché spendiamo soldi per i centri.

Se dici che vanno accolti portateli a casa tua,
se li porti a casa tua sei complice dell’invasione.

Se gli fai scuola di italiano le coop lucrano,
se non imparano l’italiano non va bene perché non si integrano.

Se chiedono una moschea in cui pregare non va bene per le radici cristiane,
se pregano senza chieder nulla non va bene perché fanno covi di jihadisti.

Se…

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Senso

Giovanni De Mauro

(Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale)

Al centro di Trafalgar square, di fronte alla National gallery di Londra, c’è la colonna di Nelson. Fu costruita nel 1840 per commemorare Horatio Nelson, ammiraglio britannico ucciso il 21 ottobre 1805 nella battaglia di Trafalgar. La notizia della sua morte uscì in prima pagina sul Times il 6 novembre, quindici giorni dopo. Oggi avremmo ricevuto la notizia in pochi minuti, forse secondi, raccontava qualche settimana fa Alan Rusbridger, ex direttore del Guardian, a un gruppetto di studenti.

Senza nessun rimpianto o nostalgia per un passato in cui le notizie importanti impiegavano quindici giorni ad arrivare, c’è da notare però che l’accelerazione esasperata di oggi rende difficile prendere le distanze dagli eventi per vederli in prospettiva, per tentare di ricostruirne il senso, unire i puntini per capire quale disegno emerge, e impiegare il tempo necessario per leggere, verificare, approfondire, fare tutte le domande che servono. È difficile, e forse perfino sbagliato, resistere alla tentazione di usare gli strumenti che abbiamo a disposizione per informare tempestivamente il maggior numero possibile di persone, ma dobbiamo anche essere consapevoli dei limiti e dei rischi, e cercare di prendere ogni precauzione, per esempio privilegiando sempre la qualità e mai la quantità, l’accuratezza e non la velocità.

La rapidità stordente con cui passiamo da una breaking news all’altra, oltre a depositare strati successivi di angoscia e a restituirci un mondo apparentemente senza senso, lascia una scia di imprecisioni, di inesattezze, di notizie incomplete che poi si rivelano scorrette quando non semplicemente false. Notizie che successivamente nessuno si prende la briga di correggere o di completare e che però contribuiscono a formare la nostra idea di cosa succede nel mondo, condizionando le nostre scelte e inquinando le nostre decisioni.

“Dobbiamo cercare di non essere indifferenti all’emozione generale e, soprattutto, alla sofferenza delle famiglie, ma dobbiamo anche mantenere salda la barra della ragione, dell’analisi e dell’inchiesta”, ha scritto Edwy Plenel su Mediapart subito dopo la strage di Nizza. Plenel prendeva spunto da un editoriale dello scrittore Albert Camus, uscito l’8 settembre del 1944 sul quotidiano francese Combat e intitolato “Giornalismo critico”: “Si cerca di informare presto invece di informare bene. Ma la verità non ci guadagna”.

Fonte: articolo pubblicato il 22 luglio 2016 a pagina 5 di Internazionale, con il titolo “Senso”

http://www.internazionale.it/opinione/giovanni-de-mauro/2016/07/21/senso-notizie-breaking-news-giornali

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17 maggio: Giornata internazionale contro l’omofobia

Essa interpella l’umanità intera ad un necessario ed urgente impegno comune per far cessare discriminazioni e persecuzioni nei confronti degli esseri umani in relazione alle loro situazioni e scelte affettive e sessuali.

Così come, anche meditando su tragiche esperienze storiche, l’umanità ha sentito il dovere di opporsi alle discriminazioni e persecuzioni crudelmente inflitte prendendo a pretesto altri elementi caratterizzanti l’identità di una persona, occorre che discriminazioni e persecuzioni cessino anche in riferimento all’orientamento sessuale e alle relazioni affettive.

La Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 3 afferma limpidamente che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ed il Parlamento Europeo con la Risoluzione del 26 aprile 2007 sull’omofo bia in Europa ha detto una parola definitiva ed enunciato un impegno cogente per far cessare la violenza omofoba, istituendo peraltro anche la Giornata del 17 maggio “quale Giornata internazionale contro l’omofobia” (art. 4).

Nella sfera della sessualità, è fin banale dirlo un secolo dopo l’opera di Freud, si attua un profondo intreccio tra corporeità e cultura, dimensione affettiva e pensiero logico e discorsivo, riconoscimento di sé e dell’al tro e pratiche comunicative, vissuto esistenziale e trama relazionale, nessi infrapsichici ed interpersonali: forse nulla è più intimamente e problematicamente costitutivo dell’identità del singolo e nulla è più sociale e culturale di tale sfera. E non a caso sul legame riduzionista e sulla imposta confusione tra la sfera della sessualità e quella della riproduzione si è costituito ed agito per secoli un brutale dispositivo di repressione e controllo sociale su cui il pensiero e la prassi del movimento femminista di liberazione dell’umanità ha saputo fare piena luce denunciandone la disumana violenza, e studiosi come Michel Foucault hanno condotto ricerche decisive da cui tutti abbiamo molto appreso.

La difesa della dignità umana di tutti gli esseri umani richiede qui ed ora un impegno corale e persuaso contro la violenza omofoba così come contro la violenza razzista, contro la violenza maschilista, contro la violenza totalitaria, contro la violenza sfruttatrice, mercificante, consumista, alienante, ecocida.

Fonte: Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, 16 maggio 2013.

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pc portatile

 

Un nuovo sito web:

“Egy News”,

il notiziario on-line

a cura del webmaster,

io  :-)

Web: http://egynews.jimdo.com

 

 

 

 

 

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17 maggio: Giornata internazionale contro l’omofobia.

Essa interpella l’umanità intera ad un necessario ed urgente impegno comune per far cessare discriminazioni e persecuzioni nei confronti degli esseri umani in relazione alle loro situazioni e scelte affettive e sessuali.
Così come, anche meditando su tragiche esperienze storiche, l’umanità ha sentito il dovere di opporsi alle discriminazioni e persecuzioni crudelmente inflitte prendendo a pretesto altri elementi caratterizzanti l’identità di una persona, occorre che discriminazioni e persecuzioni cessino anche in riferimento all’orientamento sessuale e alle relazioni affettive.
La Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 3 afferma limpidamente che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Ed il Parlamento Europeo con la Risoluzione del 26 aprile 2007 sull’omofobia in Europa ha detto una parola definitiva ed enunciato un impegno cogente per far cessare la violenza omofoba, istituendo peraltro anche la Giornata del 17 maggio “quale Giornata internazionale contro l’omofobia” (art. 4).
Nella sfera della sessualità, è fin banale dirlo un secolo dopo l’opera di Freud, si attua un profondo intreccio tra corporeità e cultura, dimensione affettiva e pensiero logico e discorsivo, riconoscimento di sé e dell’altro e pratiche comunicative, vissuto esistenziale e trama relazionale, nessi infrapsichici ed interpersonali: forse nulla è più intimamente e problematicamente costitutivo dell’identità del singolo e nulla è più sociale e culturale di tale sfera.
E non a caso sul legame riduzionista e sulla imposta confusione tra la sfera della sessualità e quella della riproduzione si è costituito ed agito per secoli un brutale dispositivo di repressione e controllo sociale su cui il pensiero e la prassi del movimento femminista di liberazione dell’umanità ha saputo fare piena luce denunciandone la disumana violenza, e studiosi come Michel Foucault hanno condotto ricerche decisive da cui tutti abbiamo molto appreso.
La difesa della dignità umana di tutti gli esseri umani richiede qui ed ora un impegno corale e persuaso contro la violenza omofoba così come contro la violenza razzista, contro la violenza maschilista, contro la violenza totalitaria, contro la violenza sfruttatrice, mercificante, consumista, alienante, ecocida.

FONTE:

Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo (16-05-2013)

 

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banner egy homepage

 

Egy Homepage 2014 remake (FLASH)

 

Url: http://web.tiscali.it/egy_homepage/

 

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don Mario Vatta

Don Mario Vatta, cinquant’anni di sacerdozio

Festeggiamenti per il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale
di don Mario Vatta, fondatore e presidente onorario
della Comunità di San Martino Al Campo di Trieste.

Con la foto di don Mario Vatta in copertina del n. 55 – giugno 2013 de “Il Punto” (newsletter bimestrale della Comunità di San Martino al Campo di Trieste) si vuole evidenziare una ricorrenza importante: il compiersi del cinquantesimo anniversario
della sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 29 giugno 1963.
Cinquant’anni a servizio della Chiesa e della gente che fa più fatica e per la quale,
fedele interprete ed esecutore degli indirizzi evangelici, non si stanca di adoperarsi.

Un esempio di altruismo, di bontà, di amore che è riuscito a coinvolgere intorno a
sé, negli anni, tanti collaboratori, provenienti dalle più diverse esperienze di fede
politica e religiosa, di cultura, di educazione, di età.

Sotto il tetto della Comunità di San Martino al Campo da lui fondata nel 1972, e oggi divenuta a Trieste una significativa e strutturata realtà d’accoglienza per i più
bisognosi, tutti hanno trovato, tramite la sua appassionata energia
e intelligente guida, il collante di un comune obiettivo: servire il prossimo.

Un servizio di impostazione profondamente laica, che si è fatto apprezzare dalle
istituzioni locali, dalle categorie economiche e da tantissimi cittadini che
contribuiscono a sostenerlo finanziariamente perché possa rispondere sempre
meglio e di più alle necessità di quanti vivono ai margini della società e comunque
con grande difficoltà.

Quanti gli sono più vicini hanno voluto essere partecipi di questa sua intima gioia organizzando una serie di iniziative alle quali tutti coloro che condividono
e stimano il suo operato sono invitati ad intervenire per festeggiarlo.

GLI APPUNTAMENTI PER FESTEGGIARLO

- sabato 29 giugno 2013 ore 19.00, Santa Messa concelebrata
c/o la chiesa dei Santi Ermacora e Fortunato (rione di Roiano, Trieste);

- domenica 30 giugno 2013 ore 10.00, Santa Messa presieduta da don Mario
c/o la chiesa di San Vincenzo de’ Paoli (dove celebrò la sua prima Messa il giorno
dopo l’Ordinazione nel 1963), in via Gregorio Ananian, 3 a Trieste;

dalle ore 12.30, pranzo e festa presso il giardino della Casa di Accoglienza
“Brandesia” in via Brandesia, 23 (rione di San Giovanni, Trieste).

Chi desidera partecipare in vario modo ai festeggiamenti può contattare
la sede
della Comunità di San Martino al Campo di via Gregorutti, 2
a Trieste
(Tel. 040 774186).

FONTE: Il Punto n. 55 – giugno 2013
(newsletter bimestrale della Comunità di San Martino al Campo di Trieste).

Comunità di San Martino al Campo: http://www.smartinocampo.it

Casa di Accoglienza “Villa Stella Mattutina”: http://digilander.libero.it/stellamattutina2009/eventi.htm

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“Egy in mobilità”,

il mio nuovo sito mobile – easy touch

http://digilander.libero.it/lanterna2012

 

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thestars17  home

il mio nuovo sito web in HTML 5

 

http://thestars17.wix.com/home

 

 

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Comunità di San Martino al Campo

“Aperitivo dietro alle sbarre” 

giovedì 28 marzo 2013 alle ore 18.00, 

a Trieste presso il bar KNULP
in via Madonna del Mare 7a

“Aperitivo dietro alle sbarre”:
 
 
… happy hour organizzato
dai volontari del Gruppo Carcere 

giovedì 28 marzo alle ore 18.00
presso il bar KNULP

per sensibilizzare simpatizzanti,
giovani e meno giovani,
sui temi della giustizia e del carcere.

Un’occasione d’incontro per conoscere la realtà
del volontariato in carcere.

Durante la serata verrà proiettata una video-inchiesta
realizzata da “Progrè” intitolata: 

SE TU VIVESSI IN UNA CELLA. 

Al termine della proiezione i volontari racconteranno
in prima persona la loro esperienza
nella Casa Circondariale di Trieste.

Siete tutti invitati.

La locandina: Aperitivo dietro alle sbarre (PDF)
FONTE: Comunità di San Martino al Campo
 

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