Archivio Febbraio 2015

La missione di Andrea Sardos Albertini dall’ Aldilà

La misteriosa morte di ANDREA SARDOS ALBERTINI

e la sua successiva manifestazione medianica

 

 

Giova raccontare l’esperienza, descriverla, definirla, per quanto in rapida sintesi.

E possiamo cominciare con un caso che, se non appare il primo nell’ordine cronologico,

può considerarsi particolarmente esemplare ed emblematico, sì che l’esposizione viene

facilitata cominciando da quello. Al giovane Andrea Sardos Albertini, triestino,

di venticinque anni, mancava appena un esame alla laurea in giurisprudenza,

quando egli si volle concedere una breve vacanza. Così il 9 giugno 1981 partì con la sua

automobile per un viaggio senza meta precisa e, purtroppo, anche senza ritorno.

Il padre, l’avvocato Lino, lo ricercò con ogni mezzo. Fu trovata solo la macchina,

parcheggiata a Mestre. Da una località imprecisata, Andrea aveva fatto una interurbana

alla madre. Risultò, poi, che egli aveva pernottato all’albergo Astoria di Torino.

Da quella città aveva telefonato a un amico di Trieste.

E da quel momento nessuno ne udì più la voce, né lo vide.

 

 

Nella sua disperazione, il padre fu indotto alfine a ricorrere a una ricerca parapsicologica,

la quale ottenne risultati apprezzabili con la medianità scrivente di una certa signora Anita.

Vi si manifestò un’entità, che si presentò come l’anima disincarnata dello stesso Andrea.

Fece la storia del viaggio a Torino, dove disse di essersi recato per acquistare a

condizioni convenienti un’altra automobile di seconda mano, per sostituire la propria

Dhyane 6 che aveva ormai fatto il suo tempo. Nel portafoglio aveva tre milioni.

Di notte, mentre egli si recava ad esaminare una nuova macchina, di cui qualcuno

gli aveva proposto l’acquisto, quattro giovani, probabilmente drogati, lo avevano circondato,

gli avevano preso il portafoglio e, come impazziti alla vista di quei soldi, lo avevano ucciso.

Il cadavere era stato gettato nel Po, davanti al parco Valentino. Ebbero così inizio lunghe

ricerche nelle acque limacciose di quel tratto del fiume, dove i sommozzatori non

riuscivano a vedere nulla nemmeno a pochi centimetri di distanza.

Per quanto le ricerche fossero, in certo modo, guidate dall’entità stessa,

ne emersero solo scarsi indizi incerti e nessuna risultanza veramente concreta, decisiva.

Fu la stessa entità di Andrea che, non sapendo spiegare che cosa fosse avvenuto a

rendere vana la ricerca, consigliò di porvi fine. La morale dell’intera storia venne espressa,

dalle sue parole, in questi termini: “Certo che voi volevate il recupero del mio corpo;

ma se questo si realizzava nel modo oramai come si erano messe le cose il tutto

scoppiava in una grande pubblicità, ma non tanto per ciò che ci siamo prefissi,

bensì per il mezzo di comunicazione; e questo non lo vogliamo né noi né voi.

Ciò che interessa è il fare sapere che esiste l’Aldilà”.

 

 

Ed ecco il punto, ecco la missione di Andrea, cui lo stesso padre ha cooperato scrivendo

il libro “Esiste l’Aldilà”, che narra l’intera storia e ne trae le conclusioni:

“ Bisogna far sapere al mondo intero che esiste l’Aldilà”, dice l’entità Andrea,

“perché solo con questa convinzione l’umanità si ricrederebbe e vivrebbe in

pace, in onore della LUCE INFINITA”.

I tre libri di Lino Sardos Albertini attestano la manifestazione di Andrea e sono

finalizzati particolarmente a dimostrare e definire la sua missione particolarissima.

Tale missione si esplica attraverso “messaggi”, la cui genuinità appare convalidata da un

insieme di “segni” prodigiosi e risultati spirituali: in tante persone la stessa lettura, pura e

semplice, del menzionato libro infonde speranza e fede, pace e serenità, dà conforto nelle

pene morali e fisiche, e nell’ispirare una visione diversa della vita provoca un intimo

rinnovamento. Comunque, se vogliamo attenerci a quel che ne dice la stessa entità di

Andrea, non possiamo lasciarci sfuggire il seguente passaggio, della comunicazione

del 24 ottobre 1983:

“Papà caro, capisco il tuo stato d’animo. Anch’io al momento sono rimasto deluso;

ma, vedi, io solo, che sono uno di coloro che fanno parte del grande pascolo di anime

al seguito della Divina Luce Infinita, posso capire le cose …

Vedi, la promessa del mio recupero che mi è stata fatta dalla Luce Infinita equivaleva solo

per dare una prova al mondo che esiste la vita nell’Aldilà;

ma a questo scopo non ero stato assegnato solo io, bensì altri come me che uniti

dovevano dare questa prova”.

 

La manifestazione dei “FIGLI DI LUCE”

In effetti la storia di Andrea pare illuminarsi di significato pieno quando venga assimilata

alle storie degli altri giovani che, trapassati prematuramente, sono poi tornati a

manifestarsi. Il caso Andrea, col suo esito medianico, si rivela parte integrante di un

fenomeno molto più vasto, di natura collettiva: di quella, cioè, che possiamo chiamare la

manifestazione dei “figli di Luce”.

 

 

 

 

 

Lino Sardos Albertini “Esiste l’ Aldilà” Biblioteca Universali Rizzoli

“Un Ponte d’Amore con l’Aldilà”: http://digilander.libero.it/Giles2004

Comments Commenti disabilitati